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QUELLI DEL SITO - Dal 2002 il sito dei tifosi del Cagliari Calcio
LA CESSIONE AGLI AMERICANI UN BLUFF? FORSE! CELLINO E U.S. INSIEME PER SMASCHERARE SILVESTRONE?
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Venerdì 30 Maggio 2014 11:37

 

 

LA CESSIONE AGLI AMERICANI UN BLUFF? FORSE! CELLINO E L’UNIONE SARDA INSIEME PER SMASCHERARE SILVESTRONE?

IL CAGLIARI AGLI AMERICANI UN BLUFF?

 

Tutto ciò che è stato scritto nel presente articolo è un semplice parere personale e come tale va preso. Non ci sono prove a sostegno della tesi e potrebbe essere tutto frutto della fantasia del suo autore.

Gli attacchi personali di Ivan Paone. I tweet (poi magistralmente cancellati) di Ivan Zazzaroni. Le bordate pubbliche di Anthony Muroni. Gli articoli di scherno di Enrico Pilia. Il sarcasmo del Vice-Direttore dell’Unione Sarda Roberto Casu su Twitter. Sul fronte mediatico, contro Luca Silvestrone si è scatenata l’artiglieria pesante: tutto appare molto strano se non si immagina una regia occulta, insomma QUALCUNO che dietro le quinte, lo abbia voluto o chiesto. Il motivo sarà scritto alla fine di questo articolo.

 

Ormai è guerra aperta tra l’Unione Sarda ed il rappresentante della fantomatica (quanto anonima) cordata americana che nella notte tra martedì e mercoledì a Miami avrebbe raggiunto l’accordo con il Presidente Cellino per l’acquisto del Cagliari Calcio e dei principali asset societari (resterà a Cellino la sede di Viale La Playa che sarà affittata agli acquirenti, ad eccezione del 2° piano che rimarrà in mano al Presidente Cellino: “Motivi personali, ci sono troppo legato: la userò come sede delle mie aziende”).

 

Forse, come molti malignano, la cessione agli americani è un bluff?


All’apparenza tutto sembrava perfetto, pure troppo... e ora proviamo a spiegarvi PERCHE’ (dopo una lunga giornata di discussioni e approfondimenti) tutto forse starebbe per saltare.

 

La classica “lampadina” si è accesa ieri, dopo l’ennesimo post al veleno del Direttore dell’Unione Sarda Anthony Muroni contro Luca Silvestrone (con tanto di metafore hollywoodiane).

 

LA PREMESSA –Gli americani sono falsi come i Rolex dei vucumprà”, questo era il ritornello dei giornalisti più vicini a Massimo Cellino che, evidentemente, riportavano un messaggio molto chiaro (e deciso!) nella testa del Presidente.
Altra premessa: tutti dubitano degli americani, anche i tifosi… e non potrebbe essere altrimenti finché non saranno svelati i nomi degli investitori.

 

L’INIZIO DELLA GUERRA - Dopo il presunto accordo di Miami (tra Cellino ed i rappresentanti del fondo d’investimento), l’Unione Sarda è partito all’attacco: perché con un investimento da 160 milioni di euro l’acquirente affitta la sede di Viale La Playa? Ha forse finito i soldi e non può comprarne una, si chiede sarcasticamente il Direttore Muroni? E poi perché Cellino resterebbe all’ultimo piano? Gatta ci cova, perché tutto all’apparenza cambierebbe (la proprietà, lo stadio, l’organigramma, la squadra) ma alla fine nulla cambierebbe (il Cagliari resterebbe in Viale La Playa, Cellino resterebbe padrone di casa al 2° piano, il Centro Sportivo di Assemini intitolato al padre verrebbe ceduto senza fiatare, il direttore sportivo resterebbe l’attuale Nicola Salerno, forse addirittura tornerebbe l’ex Direttore Generale Marroccu…): insomma, qualcosa stona. O meglio: questo (secondo noi) è il pretesto per alzare il polverone!

Nella giornata di giovedì, i messaggi del Direttore Muroni si fanno sempre più pesanti e molti tifosi, dopo aver incensato nella giornata precedente Luca Silvestrone (ringraziandolo per lo storico accordo) sono scoppiati in rivolta contro “le teorie complottistiche” del principale quotidiano locale, schierandosi apertamente al fianco di Luca Silvestrone. Ma nessuno, forse, ha ancora ben capito cosa sta succedendo realmente. Al di là del maniacale equilibrismo nella forma, la teoria dell’Unione Sarda sarebbe chiara: la cessione è un bluff, come pure è un bluff Luca Silvestrone. PANICO TRA I TIFOSI. Il primo pensiero è forse il peggior incubo: “e se dietro Silvestrone ci fosse ancora Cellino?” si chiedono in molti. E se fosse una specie di gioco delle 3 carte dove Cellino venderebbe a se stesso per sbloccare lo stadio e poi tornare una volta costruito il nuovo impianto? E se fosse un modo per far fare una bella figuraccia al Sindaco, reo di aver ricevuto pomposamente emeriti sconosciuti in Municipio concedendogli troppa udienza? Forse.

 

Ma questa, non è la nostra paura.
Se fosse vero infatti, Cellino starebbe dietro all’operazione americana (fittizia) e per la prima volta dopo 14 anni l’Unione Sarda si schierarebbe contro Cellino e quindi per lo smascheramento del suo ardito piano. Invece no, per noi non è così ed il motivo è semplice: l’artiglieria pesante dell’Unione Sarda non è puntata contro Cellino, ma la campagna mediatica è tutta contro Luca Silvestrone ed a questo punto la regia non è del Direttore Muroni o del suo Vice, non è dell’Unione Sarda. Ma forse sempre SUA, dell’uomo solo al comando per oltre vent’anni. Perché? Procediamo per gradi.

 

Ecco gli indizi:

 

Prima di tutto, evidenziamo la pomposa campagna mediatica del principale quotidiano della Sardegna pro-Giulini (e “contro” Luca Silvestrone). Uno appare con l’aureola, affidabile, elegante, sempre in posa, l’altro lo mostrano grasso, sudaticcio (si, perché si è scesi addirittura sul personale! Una vergogna…), amante della bella vita e delle donne: insomma alla gente di strada apparirebbe un cazzaro. Un modo di fare giornalismo apparentemente vomitevole che mostra il livello a cui si sta scendendo ogni giorno: anzi, a furia di scavare si è trovata pure l’acqua! Ma proseguiamo.

 

Al di là delle parole di circostanza di Roberto Casu (Vice-Direttore dell’Unione Sarda) che si affrettava a dirci su Twitter che “Non mi sembra che ci siamo andati teneri con Cellino” (ma quando!?!) lui stesso, contemporaneamente, sfotteva pubblicamente Luca Silvestrone su Twitter, cancellando poi i messaggi di cui però abbiamo fortunatamente fatto copia:

 

(continua a leggere)

 

 
CELLINO VENDE AGLI AMERICANI: "SONO FELICE", SILVESTRONE: "E' FATTA"
Written by   
Mercoledì 28 Maggio 2014 07:08

 

 

CELLINO:

 

 

 
UN RAGIONAMENTO A VOCE ALTA SULL'INTERA "OPERAZIONE AMERICANA"
Written by   
Domenica 11 Maggio 2014 20:13

 

UN RAGIONAMENTO A VOCE ALTA SULL'INTERA "OPERAZIONE AMERICANA"

 

Venerdì scorso Silvestrone ha dichiarato in Comune durante la conferenza stampa che l'archistar americano Dan Meis rappresentava il fondo d'investimento americano interessato alla costruzione del nuovo stadio S. Elia ed all'acquisto del Cagliari Calcio (operazioni, come sappiamo, intimamente legate). Pochi giorni prima di sbarcare in Sardegna però, precisamente il 3 Maggio, lo stesso Luca Silvestrone dichiarava che in Sardegna sarebbe arrivato insieme al "leader maximo, per dare un'accellerata" ed "un segnale forte" alla città (non si capisce se con riferimento alla trattativa col Comune o se ce l'avesse coSILVESTRONE: COINVOLGERO ANCHE IL POLESINEl Cagliari Calcio). Attenzione: l'archistar Dan Meis non ha MAI dichiarato espressamente a nessuno di rappresentare un fondo d'investimento americano ma anzi, ha risposto proprio che veniva "in qualità di architetto" e che non era direttamente nè indirettamente coinvolto nell'acquisto del club. Cosa ci guadagnerebbe Silvestrone se tutta l'operazione fosse una "bufala"? Purtroppo non ci è dato sapere, però sicuramente deve ancora fornirci risposte su queste dichiarazioni apparse nel mese di Marzo 2014 sul quotidiano "La Voce di Rovigo" (fai click sulla foto a sx per ingrandire): "Coinvolgerò anche il Polesine". A Cagliari, non ha mai parlato di Polesine... ed "a domanda esplicita" (nostra) Silvestrone non ha mai fornito risposta. Attendiamo ovviamente con fiducia: cosa c'entra il Polesine con il nuovo S. Elia e con i fantomatici americani? Cosa c'entra il Polesine con il fondo d'investimento americano? Con Dan Meis?

 

Quindi, semplicemente pour parler: coniugando TUTTE le dichiarazioni virgolettate di Silvestrone, il "leader maximo" di cui parlava - prima di arrivare in Sardegna - non poteva che essere Dan Meis... ma occhio all'inghippo: "leader maximo" NON del fondo d'investimento americano (come tutti, sbadatamente, hanno pensato.... e come Silvestrone, FORMIDABILE COMUNICATORE, è stato bravissimo a lasciar intendere) bensì della società "Woods Bagot" che costruisce impianti sportivi (e non solo) in tutto il mondo, interessata ad espandere il proprio business anche in Europa e nel caso specifico, parrebbe, al S. Elia.
Questa società (sebbene senza essere nominata esplicitamente) veniva già nominata addirittura il 5 Febbraio 2014 da Enrico Pilia sull'Unione Sarda nell'articolo "Un Cagliari americano?" in questi termini: "il nuovo aspirante compratore americano costruisce impianti sportivi di ultima generazione per il calcio" e per altra dichiarazione (virgolettata) di Silvestrone "è interessata ad un investimento in Europa ed ha individuato in Cagliari la città giusta per farlo": la Woods Bagot è tutto questo, costruisce stadi meravigliosi (e non solo) ma - sempre per bocca di Silvestrone - per farlo "si appoggia sempre ad un fondo d'investimento americano". Nell'organigramma della Wood Bagot Dan Meis è infatti il "Global Director Sport" cioè come dicono negli USA: "SU MERI" di Woods Bagot ambito "Sport", ma non del fondo d'investimento che finanzia questo genere di opere.
Purtroppo ci manca l'ultimo passaggio: qual è questo fondo? Chi paga Woods Bagot per queste opere pazzesche? E' ovvio che né Woods Bagot né Dan Meis si muovono "a gratis": vero, verissimo. Però purtroppo ci manca proprio l'ultimo passaggio: quale fondo opera tradizionalmente con Woods Bagot..... e capirlo risolverebbe ogni rebus su chi si nasconde dietro Luca Silvestrone. Domanda: perché i giornalisti non chiedono in giro quale fondo americano "SOLITAMENTE" opera insieme a Woods Bagot? Basterebbe questo, FORSE, per dipanare tutte le nostre paure. La testata sportiva "Redazione Sardegna Sport" è stata l'unica a fare un nome: Mariner Group, provocando l'ironia dello stesso Silvestrone che tuttavia però (effettivamente) non ha smentito esplicitamente ed espressamente. Oppure al di là di Mariner Group chi altri, per l'operazione Cagliari, si nasconde dietro la Woods Bagot e Dan Meis?


Questi sono i nostri dubbi ed è giusto metterli nero su bianco dando voce alle preoccupazioni dei tifosi. Il Cagliari e la città di Cagliari hanno bisogno di certezze perché entro il prossimo Giugno la Lega Calcio chiederà alle singole società di indicare in quale stadio disputare la prossima stagione... e purtroppo (per come stanno oggi le cose) il Cagliari non ha un campo omologato per disputare la Serie A o meglio: non ancora! Non prima che la Commissione Provinciale di Vigilanza dia "l'ok definitivo" (e quindi l'agibilità) per i 16mila posti del S. Elia che tarda - ormai da mesi - ad arrivare.

 

Per il resto, W L'OTTIMISMO E SPERIAMO CHE TUTTA L'OPERAZIONE VADA IN PORTO! Ma fino a quel momento, lasciateci ragionare a voce alta e lasciateci dire che (almeno per ora) questo fantomatico fondo americano è un fantasma e come tale purtroppo va trattato almeno per il momento perché - stando ad oggi - potrebbe persino non esistere... oppure, nel caso in cui esistesse, chissà chi o cosa nasconde! Il Cagliari ed i tifosi hanno bisogno di certezze, non di fantasmi... e parafrasando una famosissima battuta di un altrettanto famoso comico di Zelig: "SERVONO FATTI, NON P... arole!".

 

 

fai click sull'immagine per ingrandirla


 
I GIOCATORI ROSSOBLU' IN CORSA PER IL MONDIALE
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Mercoledì 14 Maggio 2014 21:29

I giocatori rossoblù in corsa per il Mondiale

MONDIALI DI CALCIO BRASILE 2014

 

Domenica a Torino, contro i Campioni d'Italia della Juventus, si chiuderà la stagione del Cagliari. Un'annata tribolata quella vissuta dal Casteddu, soprattutto per le note vicende societarie e per l'ormai datato problema legato allo stadio. L'obiettivo primario, ovvero conquistare la salvezza, è stato centrato in pieno (ed in anticipo) ed è la cosa che conta di più per tutta la tifoseria. Dopo che Massimo Cellino è divenuto il nuovo proprietario del Leeds, si rincorrono da tempo voci sulla cordata americana che vorrebbe rilevare il club. Un affare che non ha ancora assunto i contorni di una reale operazione, ma che per ora viaggia sui binari del semplice pourparler.

Ai tifosi cagliaritani non resta che attendere lo sviluppo della situazione e godersi il Mondiale ormai alle porte. Sono lontani i tempi quando gli Isolani donavano alla Nazionale Azzurra qualcosa come sei pedine su 11: correva l'anno 1970 e si giocava la Coppa del Mondo in Messico (quella del famosissimo Italia-Germania 4-3), in squadra figuravano fior di giocatori come Riva, Albertosi, Cera, Domenghini, Gori e Niccolai. Per altre due volte giocatori rossoblù hanno fatto parte delle spedizioni azzurre ai Mondiali: Selvaggi fece parte del trionfo al Mundial '82; Marchetti, quattro anni addietro, della disastrosa avventura in Sudafrica.

Invece quest'anno, non ci sarà nessun cagliaritano tra i 23 che voleranno in Brasile. L'unico che aveva qualche possibilità di essere convocato, cioè Astori, non figura nemmeno nella lista dei 30 pre-convocati. Il centrale difensivo paga un campionato dove non ha espresso ai massimi livelli le sue qualità e la crescita inaspettata di giocatori come Paletta e Ranocchia lo hanno scavalcato nelle gerarchie del CT Cesare Prandelli. Nonostante avesse partecipato alla Confederations Cup (segnando nella finale per il terzo posto contro l'Uruguay) ed alla campagna di qualificazione (giocando nei match casalinghi contro Bulgaria ed Armenia), il mancino nativo di San Giovanni in Bianco è stato infine escluso.

Ma c'è ancora un po' di rossoblù che spera di essere presente al Mondiale, parliamo di Mauricio Pinilla e Victor Ibarbo. Il primo è stato inserito, da Jorge Sampaoli (CT del Cile) nel listone dei trenta. La sua presenza, dopo il taglio, non appare in pericolo. Tra gli attaccanti è Gustavo Canales (appena una presenza) ad avere poche chance di essere selezionato. Victor Ibarbo fa parte dei pre-selezionati della Colombia. La velocissima punta rischia però di essere uno dei sette "tagliati", la concorrenza nel reparto offensivo della Tricolor infatti è molto tosta. Sicuri del posto appaiono: Radamel Falcao (anche se torna dal grave infortunio), Jakson Martinez, Carlos Bacca e Luis Muriel. Ibarbo se la giocherà con Gutierrez (River Plate) e Ramos (Hertha Berlino), anche se al momento entrambi sembrano in vantaggio su Victor.

 

 
LETTERA APERTA DI UN TIFOSO DEL CAGLIARI
Written by   
Martedì 29 Aprile 2014 15:37

 

LETTERA APERTA DI UN TIFOSO DEL CAGLIARI
(di Davide Visioli)

LETTERA APERTA DI UN TIFOSO DEL CAGLIARI

Questa lettera esprime esclusivamente il pensiero del suo autore e non rispecchia alcuna posizione ufficiale del gruppo "QDS"

 

di Davide Visioli

 

A tarda sera, ecco la mia presa di posizione al consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Farris.

"Al signor consigliere Farris, volevo dire questo.. Per prima cosa spero non se la prenda a male, perchè siamo qua per discutere da persone serie quali siamo.. e così come ci stanno gli elogi, ci stanno anche le critiche e vanno accettate senza essere permalosi.. Detto ciò spero di poter dire la mia.. A mio modesto parere da una parte lei fa molto bene a pungolare per avere delle risposte nel merito che siano chiare, certe e sopratutto pubbliche, perchè siamo almeno 4 mesi che andiamo avanti brancolando nel buio e non si è MAI vista da nessuna parte del mondo una situazione così.. manco in Burundi, rendetevi conto a che punto stiamo.. c'è molta rabbia e indignazione, preoccupazione nei tifosi anche per questo.. in altre piazze ci sarebbero già state sommosse popolari, ringraziamo ancora una volta l'infinito limite di sopportazione del sardo tifoso del Cagliari.. dall'altro lato però non condivido il modo di fare.. in particolare quello di non perdere occasione per scaricare le colpe di tutto ciò sull'amministrazione Zedda, quando finora sta facendo solo il suo dovere nel portare avanti a fari spenti e con la massima cautela una questione così importante e allo stesso tempo complicata come quella del nuovo stadio.. problema che è stato ignorato e dimenticato nell'ultimo decennio anche dalle amministrazioni di centrodestra che precedentemente erano al potere.. Oppure dobbiamo credere che lo stadio sia diventato un rudere solo negli ultimi anni?! è almeno da un decennio in stato di abbandono! Mi dispiace farvi notare, che ve ne siete fregati per tutto questo tempo e avete contribuito anche voi col vostro immobilismo e disinteresse al disastro del catorcio del Sant'Elia, ora non potete fare la morale agli altri! A mio avviso, piuttosto che rivolgere critiche sempre su Zedda, o sull'ultimo arrivato Silvestrone, consiglierei al consigliere, di puntare il mirino sul vero problema: Massimo Cellino. Il primo che deve fare chiarezza è lui! Non può dirlo Zedda dove giocherà il Cagliari l'anno prossimo, se dall'altra parte c'è uno che pensa solo al Leeds, non perde occasione per insultare il Cagliari e i suoi tifosi, non ha mai presentato un progetto per un nuovo stadio, nonostante la legge nazionale degli stadi attiva da dicembre, gli consenta la possibilità.. E non è neanche possibile che il signor Cellino non dica una parola SERIA e VERA su tutto quello che sta succedendo, anzi manda Paone a far comparire frasi sibilline da decifrare su twitter o facebook (roba che manco i bambini delle elementari fanno).. Si è totalmente disinteressato delle sorti del Cagliari, non sembra disposto a vendere rinunciando al giocattolo che l'ha reso ricco da 22 anni, ha rovinato lo stadio (ma non da solo) e svilito un'intera piazza col suo atteggiamento, e dopo tutto questo lei se la prende con Zedda e Silvestrone che sono per giunta gli ultimi arrivati, che raccolgono i cocci di anni di pessima gestione sia politica, che da parte di Cellino!?!? L'unica certezza è che Cagliari dopo tutto questo, non può avere un futuro con Cellino. Dunque per me è giusto esigere chiarezza dagli altri soggetti coinvolti, ma sarebbe anche ora di farsi un'esame di coscienza.. Bisogna davvero tornare a interessarsi del Cagliari, ma non a parole, con slogan e propaganda, perchè a queste non ci crede più nessuno.. Bisogna cominciare a puntare il dito contro chi davvero è responsabile di questo caos da mesi (se non anni).. E poi in breve, bisogna cominciare a fare i fatti! Grazie."

 


Questa lettera esprime esclusivamente il pensiero del suo autore e non rispecchia alcuna posizione ufficiale del gruppo "QDS"


 
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