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QUELLI DEL SITO - Dal 2002 il sito dei tifosi del Cagliari Calcio
TORINO: LA TRASFERTA DELLA SPERANZA
Written by   
Sabato 14 Febbraio 2015 10:26

 

fai click sulla foto per ingrandire

MPOKU POTREBBE PARTIRE TITOLARE

TORINO: LA TRASFERTA DELLA SPERANZA

 

Ormai manca poco, domenica pomeriggio sarà di nuovo Serie A. Torino-Cagliari rappresenta la prima di una serie di partite che per noi valgono più di una finale di Champions. Si perché il Cagliari ora deve iniziare a guadagnare punti senza se e senza ma. La sconfitta contro la Roma, arrivata dopo una prestazione comunque coraggiosa dei rossoblù, che hanno cercato di ribaltare il risultato fino all’ultimo, ci dimostra che se vogliamo, quando vogliamo, possiamo mettere in difficoltà chiunque. Il Torino di Giampiero Ventura gode di una situazione di classifica particolarmente favorevole, è vero, mentre noi abbiamo l’acqua alla gola: ma cerchiamo di vedere questo come un nostro vantaggio. In questo modo loro saranno certamente meno affamati e concentrati di noi, non avranno quell’urgenza di punti che dobbiamo avere noi. Quindi sfruttiamo la situazione, andarsene dall’Olimpico con tre punti in tasca non è missione impossibile, tutt’altro. Solo se avremo, in ogni partita, questa sana “arroganza” di giocarcela con tutti, potremo raccogliere, altrimenti staremo rintanati nel nostro guscio, magari con qualche 0-0, ma anche con un sacco di rimpianti! Mister Zola sta pensando di rivoluzionare l’assetto tattico schierando un'inedita difesa a tre e rimpolpando centrocampo ed attacco (quest'ultimo, il reparto più in difficoltà fino a questo momento). Potrebbe anche essere il momento per veder esordire dal primo minuto per qualche nuovo arrivato, rimpolpando di forze fresche una rosa ancora fragile dal punto di vista caratteriale. Questa potrebbe essere la partita giusta per provare qualcosa di nuovo: l’importante è avere tutti ben chiaro che bisogna uscire dal campo con la maglia fradicia, perché indossarla è un onore e stare in Serie A un dovere! Siamo tutti con la squadra, come lo siamo sempre stati, uniti per questi quattro mori rossoblù che ci scaldano il cuore. Il cuore di

 

UNA TERRA, UN POPOLO, UNA SQUADRA: FORZA CASTEDDU!!

 

 
MERCATO DI RIPARAZIONE 2015, DIAMO UN VOTO ALLA SOCIETA'
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Giovedì 05 Febbraio 2015 11:22

 

 

BRKIC GONZALEZ COP HUSBAUER - Fonte Sardegnasport.com

MERCATO DI RIPARAZIONE 2015, IL VOTO "QDS" ALLA SOCIETA'

 

Il 2014 calcistico si è concluso con l'amara (ennesima) sconfitta casalinga del Casteddu contro la Juventus (partita che verrà ricordata alla storia per essere stata quella "dei sei difensori"). La società è corsa ai ripari esonerando il tecnico Zdenek Zeman e ingaggiando un ex rossoblù, Gianfranco Zola, un esordiente in Serie A. La tifoseria, all'epoca tutta pro-boemo, non ha ingoiato bene l'amara bocciatura del Presidente Tommaso Giulini del progetto tecnico tanto annunciato la scorsa estate: le voci sono state contrastanti, ma complessivamente pareva tirare aria "favorevole" all'idea di zemanlandia più di quanto Giulini non pensasse. L'incognita di Zola ed un mercato di riparazione su cui rifondare la squadra non lasciavano presagire nulla di buono per il futuro.
Infatti il 2015 è iniziato peggio di quanto non si fosse chiuso il 2014: a Palermo arrivano 5 scoppole (a cui risale il nostro ultimo, precedente articolo, in attesa di vedere come si sarebbe comportata la società data la situazione ormai gravissima) e nessun segnale incoraggiante, nemmeno Zeman era riuscito a fare peggio. Tuttavia, dalla partita della Favorita in avanti, sembra che tutto abbia cambiato ritmo, come se Zola fosse riuscito a dare la scossa (o forse la serenità) che mancava, in una situazione in cui il Cagliari era a dir poco con l'acqua "alla gola".

 

Sul fronte degli ARRIVI, il 1° rinforzo è stato il portierone Zeliko Brkic, arrivato in prestito dall'Udinese (una certezza rispetto all'acerbo Cragno), che dall'alto dei suoi 197cm (per 95Kg) ha portato una dose così grande di sicurezza che ora al S. Elia nessuno ha più paura di nulla, nemmeno del buio. Non a caso, al suo esordio è arrivata anche la prima vittoria casalinga contro il Cesena.

 

La tanto sbandierata "prima punta" invece, dopo i sondaggi per Borriello, Osvaldo, Eto'o e la trattativa per Gilardino, non è mai arrivata, e questo è sicuramente il punto più dolente del mercato rossoblù di Gennaio. E' arrivato invece Cop, un attaccante dalle caratteristiche ancora tutte da scoprire, a cui va tuttavia il merito di aver siglato al suo esordio al S. Elia contro il Sassuolo il gol del 2-1che ha portato a "due" il numero complessivo di vittorie casalinghe in campionato.... ma ancora deve confermare tutte le qualità.

 

Gli altri acquisti poi, sono tutti più o meno scommesse: Alejandro Gonzalez (che non ha entusiasmato nelle fila dell'Hellas) deve dimostrare, nonostante un esordio discreto con la maglia rossoblù, che gli scettici di Verona avevano torto nei suoi confronti. Il centrocampista offensivo Husbauer (classe 1990), proclamato addirittura da quest'estate come pedina "fondamentale" per il centrocampo di Zeman, oggi sembra fisicamente inadatto alla Serie A (almeno, stando alle parole di Mr Zola) perché troppo leggero (infatti sta facendo un lavoro specifico di potenziamento muscolare per metterlo in condizione di affrontare, al meglio, uno dei campionati più difficili della Serie A). Ultimo "arrivo", ma non per importanza, è M'poku (cittadinanza belga, classe '92, proveniente dallo Standard Liegi) di cui da varie parti si parla bene, ma il suo adattamento alla Serie A è tutto da vedere.

 

Sul fronte delle USCITE, ha destato molto scalpore la cessione di Victor Ibarbo alla Roma, in prestito oneroso per 6 mesi (circa 2,5 milioni di euro) e diritto di riscatto a favore della Roma fissato intorno ai 12.5 milioni di euro. Economicamente l'operazione è valida, un affare, ma privarsi di uno dei pochi elementi tecnici della squadra, a Gennaio in piena lotta per la retrocessione, è una mossa lungimirante per il Cagliari? Speriamo di non dover piangere sul latte versato, anche perché ormai il mercato è chiuso.. e le operazioni ancora possibili sono soltanto quelle con gli svincolati, che in quanto tali non forniscono certo garanzie o certezze assolute.
Quanto alle altre operazioni, non è stato formalizzato l'accordo della Samp per il terzino Nicola Murru che quindi resta in rossoblù almeno fino a fine stagione. A centrocampo Sebastian Eriksson è tornato al Goteborg ma nessuno se ne è accorto. In difesa, Benedetti va in prestito al Bari mentre invece è stato riscattato Marco Capuano, che quindi è ormai ufficialmente un rossoblù almeno fino al 2018.

 

VOTO FINALE: 5+

(sperando di doverci rimangiare il giudizio, trasformandolo in un 10 e lode!)

 

 


 
L'EDITORIALE DI MARCOS: IL BILANCIO DEL 2014
Written by   
Domenica 04 Gennaio 2015 21:07

 

 

L'EDITORIALE DI MARCOS: IL BILANCIO DEL 2014

 

Cari lettori di Qds (qdiessini vi piace?), siamo arrivati al termine di un’altro anno insieme; sono sicuro che per tutti, me compreso, è stato un anno ricco sia di soddisfazioni e felicità che, purtroppo, di dispiaceri e fatiche più o meno grandi: che possiamo farci, è la vita; ma non voglio perdermi in della retorica melensa e anche piuttosto inutile, anche perché poi ognuno è diverso.

 

Una cosa, un’unica grande cosa invece ci accomuna tutti, come ben sappiamo e abbiamo sempre detto: l’amore per il nostro Cagliari! Arriviamo da un anno davvero pienissimo: Lopez in panchina, l’esonero e il conseguente arrivo di Pul(i)ga, la salvezza fortunatamente raagiunta, e infine addirittura il passaggio di proprietà: dopo 22 anni di gestione Cellino, il Cagliari è passato a Tommaso Giulini, imprenditore milanese presidente della Fluorsid. Per molti sarà stata una liberazione la partenza di Cellino, ad altri sarà dispiaciuto; di una cosa gli va dato merito: aver fatto diventare il Cagliari una squadra che in Serie A non ci passa solo di tanto in tanto, ma ci rimane stabilmente. Poi l’arrivo di Zeman, i risultati che stentano ad arrivare, conditi dalla memorabile vittoria a Milano con l’Inter, e il poker rifilato all’Empoli; per il resto davvero poca roba. Non sembra vero che metà stagione se ne sia già andata, senza che quasi ce ne accorgessimo; non mi capacito neanche che l’allenatore che d’estate abbiamo accolto con tante speranze, sia già diventato il passato. Purtroppo è andata così, Zeman evidentemente non è riuscito a trovare la quadratura del cerchio per dare ad una squadra, che aveva a sprazzi mostrato un buon gioco e una grande fame offensiva, quella continuità che ci occorre per raggiungere la tanto agognata SALVEZZA. Eh si, bisogna scriverlo bello grande. Noi a questo sogno che si chiama Serie A dobbiamo aggrapparci con tutte le forze che abbiamo, perché ricordiamoci sempre che noi, a differenza di altri, rappresentiamo un’intera isola; noi siamo la Sardegna nel mondo e dobbiamo andarne fieri. Ma dobbiamo anche meritarcelo.

 

Forse qualcuno, vedendo il boemo andarsene, avrà pensato: “Toh, come ai tempi del caro Massimino!”. No, non è così, perché stavolta il progetto tecnico era stato abbracciato in toto, c’era estrema fiducia nell’allenatore. Prova ne è il fatto che Zeman sia stato esonerato nella pausa natalizia, non a novembre; perché le mancate vittorie in casa pesavano, e pesano, eccome. Ma siamo voluti andare avanti comunque. Poi si arriva al momento in cui bisogna pensare. Ma pensare come presidente, non come tifoso. E pensare da presidente è molto più difficile; significa assumerti sulle tue spalle tutta la responsabilità di una scelta. Significa avere quasi sicuramente l’ambiente contro. Ma chi guarda oltre, sa che deve pensare solo con la propria testa. E Tommaso Giulini l’ha fatto. Ha pensato da presidente, e anche da imprenditore, giustamente. E ha capito. Il Cagliari andava salvato, a tutti i costi. Anche a costo di rinnegare le proprie scelte, e di sentirsi accusare da tutti. Ha messo il bene della squadra davanti al proprio. Avrebbe potuto insistere fino alla fine, ma a che prezzo? Con quali rischi?

 

Ha preso una decisione sofferta, ma la decisione migliore. Rimanere nella massima serie è fondamentale per il Cagliari, non solo per gli introiti. Adesso tocca a Gianfranco Zola. Come dice anche Ancelotti, uno dei migliori tecnici del mondo, prendere una squadra in corsa è la cosa peggiore che possa capitare ad un allenatore: la squadra non l’hai costruita tu, hai giocatori magari non a te congeniali, e un ambiente depresso, cosa che sicuramente non aiuta. Per tutti questi motivi noi dobbiamo essere comprensivi con l’allenatore, perché conoscendo la persona sappiamo che metterà tutto se stesso per la causa; lui ama il Cagliari e ama la Sardegna. Quindi dell’impegno non dobbiamo dubitare; se i risultati non arriveranno subito, alla prima partita, come è possibile, non scoraggiamoci. La situazione può ancora essere recuperata, i giocatori capiscono la situazione, e la capisce anche la società chiaramente. Il presidente ha già assicurato che, se richiesto, non mancherà il sostegno, anche economico. Ma poi il resto devono farlo loro, quando scendono in campo, quando si allenano, ogni giorno, fino alla fine.

 

Il Cagliari ha già vissuto tanti momenti difficili nella sua storia, ma alla fine si è sempre rialzato, simbolo di una terra che non si arrende mai, anche di fronte alle peggiori sconfitte. Per citare un film, “noi cadiamo per imparare a rialzarci”. Noi non dovremo mai far mancare il nostro sostegno, la nostra passione smisurata; il dodicesimo uomo in campo esiste davvero, quindi tiriamo fuori la grinta e sosteniamo i nostri campioni!

Insomma mancano poche ore al nuovo anno, che io vi auguro possa essere pieno di ogni felicità, per voi e per le vostre famiglie: TANTISSIMI AUGURI DA QUELLI DEL SITO, e ricordate:

FORZA CASTEDDU!!!

 

 

 
DISFATTA A PALERMO, IL CAGLIARI DI ZOLA NE PRENDE 5. E' IL CAOS
Written by   
Mercoledì 07 Gennaio 2015 16:27

 

 

DISFATTA A PALERMO. IL CAGLIARI DI ZOLA NE PRENDE 5, E' IL CAOS.

 

Restiamo uniti, non abbandoniamo il Cagliari!


È con questo invito, o forse preghiera, che mi sento di aprire l’editoriale di oggi; perché il sentimento che provo adesso, un’amarezza mista a rabbia, che sono sicuro, con varie gradazioni, proviamo tutti, potrebbe portare alcuni a riconsiderare il sostegno alla squadra. C’è qualcuno che ha già deciso di abbandonarci, e senza avere neanche la decenza di dire ‘grazie’; parlo ovviamente della Regione Sardegna, che dalla sera alla mattina ha deciso di toglierci una delle entrate più importanti su cui contava la società. E tutto questo mentre non si raccoglieva un punto che fosse uno, la panchina dell’allenatore iniziava a scricchiolare e noi con tanta paura salutavamo un’annata molto turbolenta. Insomma, almeno all'apparenza, ad oggi il Cagliari pare una barca alla deriva, ingovernabile, in balia delle onde. E di conseguenza si fa a gara per scendere il prima possibile, abbandonandola al suo destino.
L’arrivo di Mister Zola, lo sappiamo, non può essere considerato la panacea di tutti i mali: perché in campo ci vanno i calciatori, perché tu puoi motivare quanto vuoi, ma poi sono loro che devono essere dei professionisti e lavorare seriamente. Perché non si può andare in Sicilia in gita e prendersi cinque schiaffi come se niente fosse. La società, da quello che abbiamo visto, pare abbia capito la gravità della situazione ed è arrivato il momento che si decida a fornire gli innesti di esperienza che mancano a questa rosa; ma anche loro, supponendo che arrivino, non avranno la bacchetta magica. Se i giocatori che ci sono già, non si mettono in testa che la salvezza devono CONQUISTARLA partita dopo partita, non andranno da nessuna parte. Noi, non andremo da nessuna parte. La serie A forse può fare a meno di noi, ma noi invece non possiamo assolutamente fare a meno della massima serie. Nel calcio di oggi praticamente contano solo i soldi, ed in serie B ce ne sono pochissimi, quasi nulla. Quindi rimbocchiamoci TUTTI le maniche, non scendiamo dalla barca in mezzo alla tempesta: perché se ci saranno dei risultati, se raccoglieremo qualcosa, sarà stato bello essercelo costruito con le nostre mani. E sapremo di esserci sempre stati, anche nei momenti peggiori, anche quando non c'è gloria ma solo fatica e sudore. Altri lo fanno, scelgono la via più semplice, ma altri sono dei traditori, è questo il termine giusto. Noi da parte nostra sappiamo cosa fare, fino alla fine di questa stagione difficile, perché nonostante tutto, rimaniamo sempre UNA TERRA, UN POPOLO, UNA SQUADRA.

 

FORZA CAGLIARI

 


 

 
E SE LA PRIMA ARRIVASSE CONTRO LA JUVE
Written by   
Giovedì 18 Dicembre 2014 09:05

 

E SE LA PRIMA ARRIVASSE CONTRO LA JUVE
La Juve come "regalo" di Natale

CAGLIARI JUVE

 

Il 2014 si chiude in bellezza, al Sant'Elia arriva la Juventus. Forse sarebbe stato meglio incontrare un avversario alla portata, vista la situazione di classifica pericolante. Quello "zero" alla voce vittorie casalinghe suona davvero male, e sono solo tre i punti conquistati tra le mura amiche. Cagliari terra di conquista dunque: hanno vinto Atalanta, Torino, Fiorentina, Chievo e pareggiato Sampdoria, Milan e Genoa. Pensare di poter stappare lo spumante contro la squadra che domina in Italia da tre anni e mezzo sembra un po' azzardato, ma considerando lo stato di forma non eccelso dei Bianconeri (3 pareggi consecutivi contando la Champions) e il fatto che la formazione di Allegri abbia in programma la finale (lunedì) della Supercoppa Italiana (contro il Napoli), bisogna almeno credere di poter fare risultato.

La pensa così anche Zdenek Zeman, che da storico avversario della Juve si è espresso così: "Dobbiamo provarci". In effetti, come ribadito dal tecnico boemo in conferenza stampa, i Rossoblù hanno poco da preoccuparsi perché hanno poco da perdere. Parlando delle differenze tra la Juve di Conte e quella di Allegri: "Penso che la Juventus di Conte giocasse sui ritmi più alti, questa di Allegri fa più possesso palla". Sdengo si sofferma anche sulla delicata situazione di classifica: "Non vincere in casa pesa, e se i risultati non arrivano subentra la preoccupazione". Uno Zeman a tutto campo, pronto a dare battaglia agli eterni rivali.

Bisognerà sfruttare le ripartenze e sperare che le assenze (Caceres, Barzagli, Asamoah, Bonucci e Romulo) della Vecchia Signora possano influire. Anche gli isolani dovranno fare a meno di una pedina importante come Marco Sau, mentre recupera un altro giocatore fondamentale del reparto offensivo, quel Victor Ibarbo che è già stato capace di far male a Madama (37esima giornata del 2012/13). Le quote sulla prossima giornata di Serie A lanciano un messaggio chiaro, con i Campioni d'Italia favoritissimi: la vittoria del Casteddu si trova addirittura a 9, il pari oscilla tra i 4,25 ed il 4,75, mentre il segno 2 non va oltre l'1,44. I quotisti basano il loro calcolo su freddi dati: l'andamento interno di Conti e compagni, sommato all'assenza di una vittoria contro la Juve da ormai da 5 anni (Cagliari-Juve 2-0 novembre 2009 con reti di Nené e Matri) e dall'indubbia forza del gruppo bianconero.

 

 

 
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