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LA STAGIONE 1998/1999 ICON_SEP Print ICON_SEP
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Diamo i numeri
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Mercoledì 19 Luglio 2006 10:13

Tra i Cagliari più brillanti ricordiamo quello del Campionato 1998/99. La squadra è neopromossa in A e alla sua guida tecnica viene confermato Giampiero Ventura, esordiente in A dopo ben tre promozioni consecutive (prima del Cagliari aveva portato in A dalla C1 il Lecce). La squadra rossoblu è molto affiatata e la società, intelligentemente, decide di limitare il più possibile le variazioni. Vengono confermati, tra gli altri, i pezzi grossi autori di un grande Campionato in B Berretta, De Parte, Macellari, O’Neill, Scarpi e Vasari. E soprattutto il bomber Roberto Muzzi autore in B di 17 reti. Le previsioni parleranno del suo Campionato della consacrazione. Previsioni assolutamente indovinate. In difesa confermati Grassadonia, Villa e Zanoncelli. Tra le cessioni più importanti ricordiamo Sanna, dopo sei anni in rossoblu e Silva, giocatore straordinario per l’impegno ma dai mezzi tecnici limitati. I volti nuovi principali riguardano la difesa, rinforzata dal giovanissimo francese Zebina che, a parte qualche comprensibile amnesia dettata dall’inesperienza, si rivelerà dal punto di vista tecnico assolutamente valido. A centrocampo arriva in prestito dall’Inter Cristiano Zanetti, predecessore di Daniele Conti nella sua straordinaria abilità nel farsi ammonire quasi ad ogni gara. In attacco arrivano Kallon e Mboma. Tra gli arrivi segnaliamo anche due giovani uruguayani che giocheranno quasi mai ma che rimarranno per tantissimi anni protagonisti in rossoblu: Abeijon e Lopez. L’esordio è al Sant’Elia contro l’Inter e il pubblico potrà ammirare (come quasi sempre accaduto nelle gare interne) un Cagliari spumeggiante e spettacolare, per niente intimorito dall’avversario. Il primo tempo terminerà col Cagliari in vantaggio 2-0 grazie alle reti di Kallon e Muzzi e l’Inter acchiappa il pari grazie a due reti del subentrato Ventola, la seconda delle quali a 7’ dal termine. Da segnalare l’infortunio di Mboma, già in precarie condizioni dalla Coppa Italia che sarà per buona parte assente in campionato. La gara successiva si gioca sul campo della Juventus, il Cagliari non delude per la propria prestazione ma ad inizio gara Zanoncelli scivola sul terreno umido concedendo l’opportunità ad Inzaghi di presentarsi solo davanti a Scarpi e batterlo agevolmente per l’1-0 decisivo. Decisiva si rivelerà anche l’assenza di Muzzi. Tra le note l’esordio del giovanissimo attaccante Pisanu. Le successive cinque gare interne, quattro delle quali vinte, saranno spettacolari. Per la prima vittoria stagionale l’avversario destinato ad immolarsi sarà la Sampdoria e il Cagliari esagera: vinciamo 5-0 vendicando con l’identico punteggio la batosta rimediata a Genova dalla squadra allora allenata da Tabarez. E’ il punteggio più grande di sempre per le vittorie interne. La coppia Kallon-Muzzi ancora protagonista con due reti per il primo e una per il secondo e con uno strepitoso Vasari e Berretta (con un tiro cross) a completare le marcature. La successiva al Sant’Elia è contro il Milan, partita vietata ai cardiopatici perché il Cagliari, passato in vantaggio con De Parte, usufruisce di un calcio di rigore con il portiere Lehmann che nell’occasione s’infortuna e cede il posto a Rossi. Che, pur essendo entrato a freddo, riesce a bloccare il tiratore rossoblu, cioè Muzzi. Le emozioni non finiscono perché Scarpi, autore di un incontro strepitoso, para a sua volta un calcio di rigore tirato da Bierhoff. Dopo il Milan il Bari con due reti bellissime di Muzzi e una di De Patre. A 10’ dal termine si vince 3-1 ma il Bari riuscirà a pareggiare. Quindi è il turno del Piacenza che darà vita ad un incontro combattutissimo con Muzzi in rete due volte (una delle quali grazie ad una spettacolare rovesciata) e ancora Kallon per il 3-2 finale. Ultimo della serie il Parma, squadra sempre tra le prime della classe che deve cedere 1-0 con ancora Kallon in rete e con Zebina alla fine ad incitare il pubblico con addosso una maglia degli avversari. In mezzo a queste gare interne le trasferte sul campo della Lazio (squadra fortissima) con l’arbitro che spiana la strada ai romani con un’espulsione discutibile di O’Neill, un calcio di punizione inesistente che permette alla Lazio di portarsi in vantaggio e un fallo da rigore su Muzzi inspiegabilmente non sanzionato (perdiamo 2-0), la bella prestazione di Vicenza dove soccombiamo 2-1 all’ultimo istante con l’arbitro che non sanziona un’evidente spinta su Zanoncelli di Otero che può così mettere agevolmente in rete e la sconfitta senza attenuanti sul campo dell’ultima della classe (2-1 ad Empoli). La classifica dopo dieci gare ci sorride, siamo sesti e se si eccettua la gara di Empoli il Cagliari si è sempre dimostrato all’altezza. Scarpi disputa la sua più bella stagione in rossoblu, Zebina è una  piacevole sorpresa così come piacevoli conferme sono Villa, Zanoncelli, Macellari e Grassadonia. Vasari è un’ala destra imprendibile, O’Neill un genio a centrocampo e Berretta e De Patre sempre pericolosi anche in zona-gol. In attacco ad uno straordinario Muzzi si affianca un regolarissimo Kallon. Ma arriva la crisi con quattro sconfitte consecutive. A Udine Grassadonia, vittima di un arresto cardiaco rischia la morte in campo, salvato da Scarpi. Contro il Venezia ultimo in classifica al Sant’Elia è una partitaccia. Perdiamo su autorete e Muzzi viene espulso consentendo alla squadra allenata da Novellino l’avvio di una incredibile rimonta in classifica. A Perugia si pareggia al 90mo e si perde nel recupero prima di una nuova sconfitta interna ad opera del Bologna con la quale si arriva alla pausa natalizia. Si arriva alla gara di Salerno con la panchina di Ventura più che traballante e con la squadra in svantaggio dopo appena dieci minuti. Ma il Cagliari si risveglia e vince 3-1 con due reti di Muzzi. La gara successiva sarà memorabile per le emozioni e per lo spettacolo con lo stesso punteggio e l’esatta successione delle reti di Italia-Germania di Messico 70. Ospite al Sant’Elia è la Roma allenata da Zeman e si registrano ben tre “doppiette”, autori Muzzi, Delvecchio e O’Neill con Gautieri a completare il 4-3 finale. Poi la gara sul campo della Fiorentina di Trapattoni campione d’inverno a terminare il girone d’andata. Anche qui un Cagliari brillante che riesce addirittura a passare in vantaggio 2-1 con un uomo in meno (espulso Zanetti) prima di cedere 4-2. Quindi si apre il girone di ritorno sul campo dell’Inter dove passiamo in vantaggio e ancora una volta veniamo travolti con l’uomo in meno (perdiamo 5-1 con l’espulsione discutibile di O’Neill). Il riscatto arriva la domenica successiva grazie ad una vittoria di assoluto prestigio: al Sant’Elia a cadere è la Juventus di Lippi campione in carica, sconfitta 1-0. La domenica successiva la Juventus perde 4-2 in casa col Parma e Lippi si dimette. Il campionato del Cagliari diventa più regolare e si cerca di assestarsi in trasferta. Difatti a Genova si impatta 0-0 ed è una gara da segnalare perché per la prima volta in A il Cagliari non gioca in bianco o in rossoblu. A Genova si sfoggia una sgargiante casacca arancione. E’ il primo di tre pareggi in cinque trasferte. Tra le gare interne segnalo uno 0-0 contro la Lazio con ancora una volta, un incredibile fallo da rigore su Muzzi non rilevato. Alla 26ma giornata si registra una svolta per il finale di campionato: approfittando del fatto che arriva al Sant’Elia l’ultima in classifica (l’Empoli) Ventura decide di schierare dall’inizio l’oggetto misterioso Mboma che, a causa di un infortunio, non era mai stato a disposizione al 100% di Ventura. E il camerunese si scatena con tre reti che unite alle due di Muzzi fanno vivere ai tifosi un altro trionfo: 5-1. Nelle ultime otto gare altre quattro reti di Mboma e giocate spettacolari che consentiranno a Muzzi di tirare un po’ il fiato in una stagione che lo ha visto assoluto protagonista a prendersi sulle spalle l’attacco. La salvezza viene timbrata con due 3-1 consecutivi, alla 31ma a Bologna con reti di O’Neill, Mboma e Macellari con un Vasari talmente scatenato da esasperare il suo avversario Fontolan che lo ferma con un fallaccio a fine partita meritandosi l’espulsione. e con Cellino in panchina esultante con Ventura e con il pubblico a fine gara prima della vittoria al Sant’Elia nello scontro diretto contro la Salernitana. La matematica salvezza arriva alla penultima. Veniamo sconfitti 3-1 sul campo della Roma con una bella rete su pallonetto di Totti e palo di Cavezzi ma la combinazione dei risultati degli altri campi ci consente di arrivare all’ultima gara solo per la festa finale.

Il campionato viene dominato dalla Lazio che viene superata all’ultimo istante dal Milan di Zaccheroni. La squadra romana si prenderà la rivincita un anno dopo con il sorpasso all’ultima giornata a danno della Juventus. Tra le retrocesse la Sampdoria.           

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