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IL S. ELIA TERRA DI CONQUISTA: CAGLIARI-CHIEVO VERONA 0 a 2. ORA LA CLASSIFICA FA PAURA ICON_SEP Print ICON_SEP
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Il Cagliari
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Martedì 09 Dicembre 2014 17:14

 

Fonte foto: ilmessaggero.it
CAGLIARI CHIEVO VERONA 0-2 - Fonte foto: ilmessaggero.it

IL S. ELIA TERRA DI CONQUISTA: CAGLIARI-CHIEVO VERONA 0 a 2. ORA LA CLASSIFICA FA PAURA

 

L’avevamo detto in tutti i modi, in tutte le salse, ormai sono settimane che lo ripetiamo: il Cagliari deve vincere in casa; e poi, puntualmente, restiamo delusi, arrabbiati, incapaci di trovare una ragione plausibile ad un disastro di queste proporzioni. Perché essere arrivati a Dicembre senza aver ancora vinto in casa è un disastro, diciamocelo chiaramente. Lo sappiamo noi tifosi, lo sa la squadra (anche se fatica a dirlo), lo sanno l’allenatore e la società. Ancor di più una squadra che cerca la salvezza, deve avere nello stadio amico il fortino in cui strappare i punti necessari per la salvezza, altrimenti non si va da nessuna parte (ancora di più contro le dirette concorrenti, come il Chievo Verona). Infatti il Presidente Tommaso Giulini ieri aveva la faccia di uno che “deve” pagare per tutti, pur essendo probabilmente tra i meno responsabili. Responsabili sono quei ragazzi che scendono in campo con le gambe molli e la testa altrove, che vedi passeggiare con poche idee e confuse, che sembra siano stati mandati a lavorare in miniera. Invece no, fanno uno dei lavori meglio pagati, più divertenti e meno faticosi del mondo, hanno una città, anzi un’isola ai loro piedi, e si permettono di non dare il 200%. Questo allora è grave, questo è davvero inaccettabile; Zeman deve chiaramente fare i conti con gli uomini a disposizione, ma deve anche rendersi conto che prima di tutto quegli uomini li ha puntualmente scelti lui; in secondo luogo deve ammettere che non sono robot. Forse non ha tutti i torti il presidente Giulini quando dice che in Coppa Italia qualcuno andava levato prima (o meglio, non andava schierato affatto!), che lo zoccolo duro non può giocare due partite intere in quattro giorni (e come dargli torto se, calcolatrice alla mano, Conti e Cossu insieme fanno 69 anni, quasi 70!). Tutto quello che bisogna fare adesso è lavorare a testa bassa, senza disperarsi perché la situazione non è ancora irrimediabile e perché la disperazione non porta da nessuna parte: serve lucidità, ma l’importante è farlo ADESSO, ora, subito, senza tentennamenti già a partire da domenica prossima contro il Parma, altra gara cruciale per le sorti del nostro amato Casteddu. Cagliari merita di stare in Serie A, in tutti questi anni abbiamo sempre dimostrato il nostro valore, e se capiamo che anche noi abbiamo delle qualità, possiamo uscire da questo momento negativo. La rabbia dei tifosi è legata esclusivamente all’affetto che nutriamo per la squadra che deve essere ripagato sul campo, perché mentre i giocatori passano e magari vanno in squadre più (o meno) importanti, noi siamo sempre qui, come dice Giulini “soli contro tutti, senza amici”; iniziamo a scendere in campo OGNI VOLTA come se fosse l’ultima partita dell’anno, quella in cui si decide tutto. Cominciamo da queste piccole cose, poi al resto. Devono capire che il Cagliari non è la vittima sacrificale di nessuno e che noi lotteremo sempre, su ogni pallone. Tutti insieme, UNA TERRA, UN POPOLO, UNA SQUADRA,

FORZA CASTEDDU!!!

 


 

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