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LA CESSIONE AGLI AMERICANI UN BLUFF? FORSE! CELLINO E U.S. INSIEME PER SMASCHERARE SILVESTRONE? ICON_SEP Print ICON_SEP
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Il Cagliari
Written by   
Venerdì 30 Maggio 2014 11:37

 

 

LA CESSIONE AGLI AMERICANI UN BLUFF? FORSE! CELLINO E L’UNIONE SARDA INSIEME PER SMASCHERARE SILVESTRONE?

IL CAGLIARI AGLI AMERICANI UN BLUFF?

 

Tutto ciò che è stato scritto nel presente articolo è un semplice parere personale e come tale va preso. Non ci sono prove a sostegno della tesi e potrebbe essere tutto frutto della fantasia del suo autore.

Gli attacchi personali di Ivan Paone. I tweet (poi magistralmente cancellati) di Ivan Zazzaroni. Le bordate pubbliche di Anthony Muroni. Gli articoli di scherno di Enrico Pilia. Il sarcasmo del Vice-Direttore dell’Unione Sarda Roberto Casu su Twitter. Sul fronte mediatico, contro Luca Silvestrone si è scatenata l’artiglieria pesante: tutto appare molto strano se non si immagina una regia occulta, insomma QUALCUNO che dietro le quinte, lo abbia voluto o chiesto. Il motivo sarà scritto alla fine di questo articolo.

 

Ormai è guerra aperta tra l’Unione Sarda ed il rappresentante della fantomatica (quanto anonima) cordata americana che nella notte tra martedì e mercoledì a Miami avrebbe raggiunto l’accordo con il Presidente Cellino per l’acquisto del Cagliari Calcio e dei principali asset societari (resterà a Cellino la sede di Viale La Playa che sarà affittata agli acquirenti, ad eccezione del 2° piano che rimarrà in mano al Presidente Cellino: “Motivi personali, ci sono troppo legato: la userò come sede delle mie aziende”).

 

Forse, come molti malignano, la cessione agli americani è un bluff?


All’apparenza tutto sembrava perfetto, pure troppo... e ora proviamo a spiegarvi PERCHE’ (dopo una lunga giornata di discussioni e approfondimenti) tutto forse starebbe per saltare.

 

La classica “lampadina” si è accesa ieri, dopo l’ennesimo post al veleno del Direttore dell’Unione Sarda Anthony Muroni contro Luca Silvestrone (con tanto di metafore hollywoodiane).

 

LA PREMESSA –Gli americani sono falsi come i Rolex dei vucumprà”, questo era il ritornello dei giornalisti più vicini a Massimo Cellino che, evidentemente, riportavano un messaggio molto chiaro (e deciso!) nella testa del Presidente.
Altra premessa: tutti dubitano degli americani, anche i tifosi… e non potrebbe essere altrimenti finché non saranno svelati i nomi degli investitori.

 

L’INIZIO DELLA GUERRA - Dopo il presunto accordo di Miami (tra Cellino ed i rappresentanti del fondo d’investimento), l’Unione Sarda è partito all’attacco: perché con un investimento da 160 milioni di euro l’acquirente affitta la sede di Viale La Playa? Ha forse finito i soldi e non può comprarne una, si chiede sarcasticamente il Direttore Muroni? E poi perché Cellino resterebbe all’ultimo piano? Gatta ci cova, perché tutto all’apparenza cambierebbe (la proprietà, lo stadio, l’organigramma, la squadra) ma alla fine nulla cambierebbe (il Cagliari resterebbe in Viale La Playa, Cellino resterebbe padrone di casa al 2° piano, il Centro Sportivo di Assemini intitolato al padre verrebbe ceduto senza fiatare, il direttore sportivo resterebbe l’attuale Nicola Salerno, forse addirittura tornerebbe l’ex Direttore Generale Marroccu…): insomma, qualcosa stona. O meglio: questo (secondo noi) è il pretesto per alzare il polverone!

Nella giornata di giovedì, i messaggi del Direttore Muroni si fanno sempre più pesanti e molti tifosi, dopo aver incensato nella giornata precedente Luca Silvestrone (ringraziandolo per lo storico accordo) sono scoppiati in rivolta contro “le teorie complottistiche” del principale quotidiano locale, schierandosi apertamente al fianco di Luca Silvestrone. Ma nessuno, forse, ha ancora ben capito cosa sta succedendo realmente. Al di là del maniacale equilibrismo nella forma, la teoria dell’Unione Sarda sarebbe chiara: la cessione è un bluff, come pure è un bluff Luca Silvestrone. PANICO TRA I TIFOSI. Il primo pensiero è forse il peggior incubo: “e se dietro Silvestrone ci fosse ancora Cellino?” si chiedono in molti. E se fosse una specie di gioco delle 3 carte dove Cellino venderebbe a se stesso per sbloccare lo stadio e poi tornare una volta costruito il nuovo impianto? E se fosse un modo per far fare una bella figuraccia al Sindaco, reo di aver ricevuto pomposamente emeriti sconosciuti in Municipio concedendogli troppa udienza? Forse.

 

Ma questa, non è la nostra paura.
Se fosse vero infatti, Cellino starebbe dietro all’operazione americana (fittizia) e per la prima volta dopo 14 anni l’Unione Sarda si schierarebbe contro Cellino e quindi per lo smascheramento del suo ardito piano. Invece no, per noi non è così ed il motivo è semplice: l’artiglieria pesante dell’Unione Sarda non è puntata contro Cellino, ma la campagna mediatica è tutta contro Luca Silvestrone ed a questo punto la regia non è del Direttore Muroni o del suo Vice, non è dell’Unione Sarda. Ma forse sempre SUA, dell’uomo solo al comando per oltre vent’anni. Perché? Procediamo per gradi.

 

Ecco gli indizi:

 

Prima di tutto, evidenziamo la pomposa campagna mediatica del principale quotidiano della Sardegna pro-Giulini (e “contro” Luca Silvestrone). Uno appare con l’aureola, affidabile, elegante, sempre in posa, l’altro lo mostrano grasso, sudaticcio (si, perché si è scesi addirittura sul personale! Una vergogna…), amante della bella vita e delle donne: insomma alla gente di strada apparirebbe un cazzaro. Un modo di fare giornalismo apparentemente vomitevole che mostra il livello a cui si sta scendendo ogni giorno: anzi, a furia di scavare si è trovata pure l’acqua! Ma proseguiamo.

 

Al di là delle parole di circostanza di Roberto Casu (Vice-Direttore dell’Unione Sarda) che si affrettava a dirci su Twitter che “Non mi sembra che ci siamo andati teneri con Cellino” (ma quando!?!) lui stesso, contemporaneamente, sfotteva pubblicamente Luca Silvestrone su Twitter, cancellando poi i messaggi di cui però abbiamo fortunatamente fatto copia:

 

(continua a leggere)

 

 

TIFOSO SCRIVE A ROBERTO CASU

Come potete vedere, un tifoso scrive: “RobertoRcCasu – il nickname del vice direttore – quindi per voi il Comune di Cagliari è amministrato da un pollo (Massimo Zedda) che crede in gatto Silvestro?”. La risposta del Vice Direttore arriva nel giro di un minuto, senza bisogno di usare neanche una parola: prima un bel “retweet” poi l’inserimento di quel messaggio tra quelli “preferiti” (vedi immagine):

 

VICE DIRETTORE US CASU

Un chiaro segnale nel linguaggio di Twitter: “Esattamente si!” sembra rispondere. Anzi, dopo neanche un minuto il Vice Direttore rincara la dose con un altro tweet, sarcastico, che dopo qualche ora svanirà dalla rete perché rimosso dal suo autore (per fortuna è stato salvato):

 

ROBERTO CASU VICE DIRETTORE UNIONE SARDA

Gatto Silvestrone vorrai dire : ))) “Mi è semblato di vedele un gatto…” seguito dall’immagine angelica di Titty e Silvestro.
E’ palese che l’Unione non ce l’abbia contro Cellino: le bordate e gli attacchi più pesanti sono contro Luca Silvestrone e soltanto lui. Un attacco personale, un attacco alla credibilità dell’uomo che mediaticamente tiene banco da giorni alla redazione di Via Santa Gilla senza timore di rispondere per le rime (e quindi, è evidente, mettendoseli contro!).
Nel frattempo (sempre ieri) in una guerra senza esclusione di colpi, il Direttore dell’Unione Muroni pubblica un post in cui mette in dubbio tutte le capacità di Silvestrone di portare definitivamente in porto la compravendita (che, ricordiamolo, non è ancora stata definitivamente conclusa): qui potete leggere il messaggio molto duro di Muroni, http://anthonymuroni.blog.unionesarda.it/2014/05/29/ca. In altri tempi, con un messaggio del genere si veniva dipinti come il prototipo delle cugurre (usando un termine cellinesco).. ma si vede che i tempi sono cambiati.

 

In sostanza Muroni dice "Facciamo un ragionamento e supponiamo alcune cose"… e poi parte con una valanga di previsioni (o meglio, a nostro avviso appaiono molto più come pregiudizi!) forse grazie all’aiuto di una cartomante o della sua sfera di cristallo (o forse magari di qualcuno molto importante in tutta questa operazione che gli ha anticipato ciò che è stato già deciso?): Muroni prevederebbe in anticipo cosa si diranno l’indomani Silvestrone e Zedda in Municipio, prim’ancora che quelli si incontrino!; Muroni sa già che gli americani non faranno in tempo a versare i soldi della caparra e prevede che mercoledì prossimo (contraddicendo Silvestrone) non sarà presentato alcun investitore americano. Muroni sembra sapere già tutto... e siccome non fornisce prova di quello che dice (anche se magari - come è plausibile - ce l’ha!) a casa nostra una persona così apparirebbe “presuntuosa” perché non espone semplici previsioni ma quelli che appaiono all'uomo della strada più dei pregiudizi che altro (probabilmente volontariamente o forse…. spinto da qualcuno?). Non a caso Muroni conclude il suo ragionamento più o meno così: l'offerta americana salterà e Cellino potrà scegliere se tenersi il Cagliari o venderlo ad altri (leggasi Fluorsid?). Tutto si potrà dire, ma che il giornalista A. Muroni sia presuntuoso, avventato o non professionale assolutamente no, non si può dire e nessuno potrebbe azzardarsi a farlo benchemeno noi che abbiamo stima nei suoi confronti per le tante battaglie che porta avanti (e sta portando avanti) a testa alta. Pertanto è chiaro a tutti che Muroni sia probabilmente in possesso di informazioni pesanti che non intende svelare al pubblico e lancia bordate giocando d’anticipo.

 

Il nostro ragionamento è semplice.
Anthony Muroni è da tempo un amico personale di Massimo Cellino (anche per sua pubblica ammissione, non è un mistero); l'Unione Sarda resta un giornale da anni amico di Cellino, anche questo non è un segreto, sia per i rapporti tra Cellino e l’editore oltre che con alcuni giornalisti: su tutti Ivan Paone, Enrico Pilia, Fabrizio Serra, etc. tutti professionisti che in 22 anni hanno stretto rapporti che in alcuni casi vanno anche MOLTO al di là della mera cordialità professionale.
E’ impensabile che il principale quotidiano della Sardegna, da un giorno all’altro, volti le spalle a Cellino sputtanando (perdonate il francesismo) un bluff che gli servirebbe a tornare in sella tra qualche mese quando il problema stadio sarà risolto. E’ impensabile anche il contrario, cioè che sia Cellino a voltare le spalle all’Unione Sarda come sostengono molti tifosi: “Ha smesso di foraggiarli” dicono in tanti (alludendo più o meno velatamente a situazioni di scarsa trasparenza). No. Assolutamente no: anzi. Probabilmente gli sta servendo il piatto più succulento dei suoi 22 anni: il finale col botto!


Se esiste un bluff legato alla cessione del Cagliari agli americani (e può essere, non lo sappiamo) ma allora dove sta il pacco? Se lo domandano tutti in città ma nessuno ha provato a guardare nel posto più vicino del mondo: a casa nostra. Cioè? Eccolo spiegato:

 

Cellino non ha mai creduto in Silvestrone ed i giornalisti a lui più vicini non lo hanno mai nascosto, alcuni lo hanno definito dai propri profili personali pubblici “un parolaio” o peggio in altri casi "un buffone", mentre hanno dipinto (e dipingono ancora oggi) Giulini come “l’unico acquirente serio in circolazione”. Questo è un dato da cui non si può prescindere: possibile che nel giro di 3 giorni (dal venerdì con la due diligence e il lunedì successivo giorno in cui è pervenuta l'offerta americana sul tavolo del Cagliari Calcio) Cellino abbia cambiato idea? Ma soprattutto, chiude l’accordo in appena 5 minuti con Silvestrone che (a suo dire) non aveva mai visto prima? Improbabile. Tuttavia lo stesso Silvestrone ha dichiarato: “E' fatta, più facile di qualunque previsione”. E allora quella eccessiva cordialità di Cellino a Miami, quell’invito rivolto a Silvestrone “Vieni anche tu a Miami?”, quegli onori (“Che Dio li benedica”), quegli incensi… sono troppi per non puzzare di "bruciato"... ed il troppo storpia.

 

Caro Luca (Silvestrone): è stato tutto più facile del previsto? Certo, ti stanno fottendo e non te ne sei accorto! Tutto troppo semplice non quadra mai con uno show man bizzarro come Cellino, abituato ai colpi di teatro ogni giorno. E allora, se c’è da pensare ad un complotto, non sta in America ma a casa nostra: con l’Unione Sarda (e tutta l’artiglieria pesante) che regge il gioco di Cellino verso un unico bersaglio, il tanto vituperato "parolaio" (per citare alcuni giornalisti locali).

 

Parliamo chiari: speriamo vivamente che la cessione sia reale e non un bluff ma se lo fosse, gli orchi cattivi non starebbero in America ma a Cagliari, la vittima non sarebbe il Club e nemmeno i suoi tifosi… ma soltanto chi si è sovraesposto mediaticamente in tutta questa vicenda (forse anche il Sindaco?)… e quella sovraesposizione amplificherà la sua figuraccia (ripetiamo: speriamo di no!) che forse è stata studiata a tavolino dall’attore protagonista e regista.

 

E’ un caso che sull’Unione Sarda di oggi vengano citati alcuni SMS (tra Cellino e Giulini) che sarebbero un incitamento all'imprenditore milanese a non desistere dall’operazione Cagliari?

 

Chi lo sa, forse il Cagliari finirà nelle mani degli americani o forse in quelle di Tommaso Giulini (famiglia molto amica di Moratti e dell’avvocato Delogu.. guarda caso, entrambi molto vicini a Cellino): ma se così fosse, Luca Silvestrone non ha ancora capito che se c'è qualcuno (per usare un altro francesismo) che forse lo sta (simbolicamente) fottendo a percussione non è Muroni, non è Paone, non è l'Unione Sarda. Ma forse proprio colui che - se fosse vera questa intuizione- starebbe uscendo di scena dopo 22 anni e lo starebbe facendo col botto.... e dal nostro punto di vista (sempre che questa intuizione fosse vera) sarebbe un gesto intollerabile (l'ennesimo!) di chi, per i propri comodi, usa il Cagliari per fare qualcosa che con lo sport non ha niente a che vedere: umiliare e farsi gioco del prossimo.

 

Il motivo? Un addio indimenticabile ed un insegnamento a chi ha la lingua molto, troppo lunga e ruba la scena agli attori principali ormai da troppo tempo protagonisti indiscussi. Certo, se così fosse anche il Sindaco non farebbe una bella figura. Ma se Cellino non crede a Silvestrone, quale modo migliore per metterlo alle strette e fare i nomi dei reali investitori? Non avrebbe niente da perdere: da una parte, se tutto andrà in porto il Cagliari sarà ceduto per una cifra pari a circa 80 milioni di euro e qualcuno passerà per paladino della trasparenza e della verità, diversamente venderà a Giulini solo il titolo sportivo per circa la metà del prezzo ma solo se Cellino riterrà non veri quegli 80 marchiati U.S.A. (e cioè li ritenesse di valore = a zero). E qualcuno avrà vinto la propria battaglia di trasparenza e moralità. Chi vivrà vedrà.

 

 

Il presente articolo è probabilmente frutto della fantasia del suo autore e pertanto come tale va preso. Non ci sono prove a sostegno della tesi e potrebbe essere tutto frutto della fantasia del suo autore.

 


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