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LA SITUAZIONE DOPO TORINO-CAGLIARI ICON_SEP Print ICON_SEP
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Il Cagliari
Written by   
Mercoledì 02 Aprile 2014 08:42

 

 

LA SITUAZIONE DOPO TORINO-CAGLIARI
TORINO CAGLIARI 2-1 (Foto Mediaset)

 

Una delusione. Questa è la sostanza di un Cagliari fiacco e anemico (come tante altre, troppe volte in questa stagione) che si è fatto beffare da un Torino già pago della salvezza, allo stadio Olimpico.

 

Contro un Toro gravato dalla pesante assenza del bomber Immobile, sembrava l’occasione giusta per chiudere i conti con una salvezza mai così faticosa come quest’anno. Invece il supplizio si arricchisce di un nuovo estenuante capitolo.

 

Ancora del tutto incomprensibili le scelte di Lopez con Ibarbo e Cossu in panchina ed i giovanissimi Sau e Murru (prima titolari pressoché inamovibili) ora diventati oggetti misteriosi spariti dalla scena. Senza dimenticare l’intestardirsi su Cabrera per evidenti ordini di scuderia, con Nenè unico acuto positivo ma troppo isolato là davanti. La squadra da diversi mesi ormai rispecchia la mentalità del suo allenatore, ma solo negli aspetti negativi dei tempi in cui fu difensore. L’undici rossoblù è ormai schierato verso un difensivismo esasperato che sembra ripercorrere le fallimentari tappe dei Ficcadenti e Bisoli di turno. Nessuno avrebbe mai pensato di rivedere una squadra allo sbaraglio in questo modo, con giocatori fuori ruolo ed altri inspiegabilmente a scaldare la panchina (i più fortunati) o peggio ad appiattirsi il culo in tribuna (i meno fortunati).

 

Al di là di qualsiasi previsione, difficilmente anche il più pessimista dei tifosi avrebbe potuto immaginare una squadra priva di gioco ma peggio anche di qualsiasi idea, soprattutto a centrocampo, imbrigliata in soli passaggi orizzontali e che affida a qualche solista l’arduo compito di sciogliere la matassa. E’ evidente: si gioca drammaticamente per il pareggio ogni domenica, senza ambizioni o prospettive, con una squadra che per salvarsi sta ringraziando settimanalmente i continui inciampi delle altre pericolanti. Questo è il Cagliari 2013-2014.

 

Le ragioni di questo fallimento però, vanno ricercate non solo sul campo o in panchina ma anche altrove. E’ evidente che la squadra abbia staccato la spina da tempo, frustrata dalla questione stadio e tramortita dalle voci (e presunte notizie) sulla cessione, ormai da oltre 3 mesi. L’inesperienza di Diego Lopez, grande bandiera rossoblu del recente passato, sta bruciando ogni credito e benevolenza dell’ambiente e ormai poco importa se per tanti anni è stato “IL capitano”. A vedere queste prestazioni, non c’è da stare sereni.

 

La sensazione complessiva è di una società allo sbando totale, con un allenatore messo lì a fare da parafulmine ma con un unico vero responsabile, Massimo Cellino, con la testa ormai proiettata all’espatrio verso Leeds. L’ira dei tifosi, ormai sul piede di guerra, è ciò che più spaventa l’ambiente e forse la squadra, che si aggiunge alla mancanza di una svolta definitiva sullo stadio.

 

Nessuna prospettiva. Nessun progetto. Nessuno stimolo. Questo è il Cagliari targato Massimo Cellino a cui pare tuttavia importare poco delle sorti del Cagliari: l’unica aspettativa è (il più frettolosamente possibile) la salvezza che, nostro malgrado, quest’anno potrebbe arrivare soltanto all’ultima giornata. Il suo ciclo, il più longevo della storia del Cagliari, dopo 22 anni è terminato. Gli unici a dannarsi l’anima sono i tifosi, che pongono sempre più pesanti interrogativi tuttavia giorno dopo giorno sempre più inesorabilmente senza risposte. C’è chi si è esposto in prima persona davanti alle telecamere della Rai per manifestare il disappunto ed i problemi del Cagliari. Ma solo dopo una solida protesta, anche i giornali stanno aprendosi a dar voce ai tifosi. Il sondaggio dell’Unione Sarda è sintomatico in questo senso: dopo anni di malcontento e malessere diffuso, la rabbia ora esplode e si esprime anche sotto forma di voto. Il risultato non lascia dubbi: il 76% dei tifosi ha sfiduciato Massimo Cellino, che ora deve vendere. Deve andarsene.


Quel 76% (con oltre 1000 voti) chiede a gran voce e pretende chiarezza sul futuro. Si vuole tornare a sognare con una nuova proprietà, nuovi stimoli, nuovo entusiasmo. Quel 75% in un modo o nell’altro finirà col riprendersi il Cagliari. E’ la storia che si ripete.

 

 

 

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+3 #1 loco Mercoledì 02 Aprile 2014
Grande articolo. Il Cagliari ha una storia leggendaria che l'ha vista salire dalla c1 e andare a vincere lo scudetto. Non vi meritate questa gestione!
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