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LE CAZZATE DI CELLINO: 45 MINUTI SU VIDEOLINA PER RIEMPIRE DI PAROLE IL VUOTO DELLA SOCIETA' | Stampa |
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Scritto da Quellidelsito.it   
Lunedì 30 Maggio 2011 10:14

MASSIMO CELLINO A VIDEOLINA

Una maxi-intervista di Vittorio Sanna a Massimo Cellino su Videolina, il maggior canale televisivo regionale. Oltre trequarti d'ora, senza un contraddittorio, dove Cellino ha potuto dire e fare qualsiasi cosa, senza nemmeno essere interrotto. Prima ancora del severo commento all'intervista, ecco il link diretto all'intevista integrale senza pubblicità preso direttamente dal sito Videolina cosicchè possiate farvi un'idea:

 

 

CLICCA QUI PER IL VIDEO DELL'INTERVISTA A MASSIMO CELLINO (by Videolina)

 

MASSIMO CELLINOBen quarantanove minuti di monologo, in cui il caro vecchio Vittorio (che non ha più nulla di quello che era quando lavorava a Sardegna 1) si limita ogni tanto a fare qualche domanda, a dir poco servile. Dall'altra, un Massimo Cellino che si presenta come al solito show man, capace di riempire di parole uno spazio televisivo immenso ma privo di contenuti. Mai un nome, mai un riferimento preciso: accuse, generiche come sempre, a totale giustificazione delle prossime mosse di mercato. Mosse che, sappiamo bene ormai da molto prima che finisse il campionato, potrebbero far saltare anche nomi molto importanti e storici, si parla di Daniele Conti, Alessandro Agostini, Andrea Lazzari, Davide Marchetti, Davide Biondini ed i vari neoarrivati Laner, Perico e compagnia cantante. I termini usati da Cellino sono tutt'altro che diplomatici (almeno all'inizio): si parla proprio di ESPELLERE chi ha messo avanti agli interessi dell'azienda i propri interessi personali (senza specificare quali). Poi ritratta, abborbidendo la linea. Alcuni meriterebbero realmente di essere cacciati immediatamente e senza appello, su questo non ci piove e anche noi siamo perfettamente d'accordo, altri invece no. Tuttavia, è il solito meccanismo di mercenarizzazione dei giocatori che fa girare le eliche ai tifosi rossoblù, soprattutto quando viene perpetuato a danni di chi, sul campo, ha permesso (e permette tutt'ora) a questa società di vivere in Serie A.

 

Tanti riferimenti, mai nessuno esplicito: come al solito. La solita strategia celliniana di puntare il dito verso il nemico sconosciuto, così come ha puntato il dito verso un non ben precisato "potere" che sta facendo di tutto per bloccare la costruzione dello stadio nella zona di Elmas, pur di non permettere che si possa dimostrare la propria incapacità: perchè - dice Cellino - noi sardi siamo fatti così, preferiamo non far fare al prossimo per evitare di prendere coscienza che non abbiamo fatto niente pur le potenzialità immense.
Eppure il coraggio di guardarsi allo specchio, la mattina, potrebbe anche prenderlo.

 

Tra le varie cose, parla anche di Bisoli e del suo esonero: uno dei pochi punti su cui ci troviamo d'accordo. Il cambio si è reso obbligato per la scarsa elasticità nel progetto dell'allenatore di Porretta Terme: Cesena non è Cagliari e Cagliari non è Cesena. In una frase riassume quel che i tifosi pensavano da tempo: non tutto può essere mutuato, non tutto può funzionare come in altre piazze, tutto va aggiustato, tutto va adattato alle caratteristiche della piazza di Cagliari e degli uomini a disposizione. Il riferimento storico è stato, ovviamente, quello di Renzo Ulivieri, mantenuto fino alla fine del campionato e che costò al Cagliari una retrocessione amara, forse evitabile. Così, per non perseverare negli errori, questa volta a pagare è stato l'allenatore da subito.

 

Tante metafore: il parrucchiere con la moglie, i tifosi che non hanno entusiasmo, lo stadio crocevia del futuro.... la solita pagliacciata cui non crede più nessuno. Parole al vento le sue, che predica nel deserto. Da questo sito internet sono partite diverse email indirizzate all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   per chiedere quel che Cellino stesso, nell'intervista a Vittorio Sanna, dichiara "uno scherzo", una cosa "a cui non ho mai dato reale importanza": il rimborso degli abbonamenti in caso ci fossimo classificati dopo la Lazio (ecco i diversi link alle dichiarazioni: link1, link2, link3, link4, link5). Nessuno qui dentro ha mai sognato di vedersi rimborsati i soldi, anche perchè nessuno si affiderebbe alle sue parole (plateali le parole: "sputatemi in faccia se vendo Matri o Lazzari", anche qui: link1, link2, link3, link4, link5, link6). Eppure ci ha definito "non tifosi".

Solo lui non s'è accorto che le nostre email, palesemente provocatorie, sono e continueranno ad essere (perchè gliene manderemo altre finché non otterremo una risposta da pubblicare QUI, sulla home page di www.quellidelsito.it unitamente alle mail che abbiamo spedito) un modo per dimostrare quanto il Presidente Cellino sia capace di prendere per il culo (si si: per il culo!) tutti i tifosi del Cagliari, ABBONATI compresi, come se avessimo l'anello al naso.

Fanno poi ridere le minacce: "non faremo gli abbonamenti". Cellino sa benissimo che il danno economico senza abbonamenti sarà minimo, ma sa anche che rischia (per rigetto) un crollo degli abbonamenti a Sky come forma di protesta con una sola conseguenza: più forza a Murdoch meno soldi al Cagliari. Questo è ovvio.

 

Senza contare che nell'intervista, MAI UN ACCENNO AL CALCIO, AI VALORI SPORTIVI DELLA LEALTA', mai un accenno a quello che è lo sport. Sempre e solo gli stessi termini aziendalistici che rappresentano come un emblema il VENTENNIO Celliniano: azienda, spa, profitti, tifosi, investimento, soldi. Poi, buttate lì a caso tra un "investimento" ed un "rivoluzione", le parole "tifosi", "orgoglio", "stadio", "Elmas", "la parola data io la mantengo"... tutto farcito da parolacce in pieno stile "bar di periferia": qualche esempio? "Son tutte cazzate" (proprio riferendosi all'orgoglio del prodotto sardo spendibile in quanto tale... uno dei pochi punti condivisibili), "cazzo"... una pena.

 

All'unica domanda sensata di Vittorio Sanna che ricordiamo, assistiva da spettatore passivo al folle show di Massimo Cellino è stato: "Che Cagliari sarà quello del prossimo anno?". Ecco che arriva finalmente una risposta sincera del Presidente Cellino: "Non lo so. Non glielo so dire". Forse la settimana prossima ci saprà dire qualcosa. Forse, per la prossima settimana, avrà scritto l'ennesimo copione di una tragi-commedia ridicola, che si perpetua da ormai 20 anni.

 

CIAO PRESIDENTE, NESSUNO TI RIMPIANGERA'

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Maggio 2011 12:41
 

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