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Spiegarsi come sia possibile vedere il Cagliari così in alto, potrebbe sembrare difficile. Ma invece, la spiegazione è molto semplice e tutto si riduce ad una sola parola chiave: il gruppo.
Si perchè da quando è nato veramente il gruppo, il gruppo di uomini che si rispettano e che si aiutano, è nato questo nuovo Cagliari. Un Cagliari che già da Gennaio 2008 aveva dimostrato di poter giocare a viso aperto in qualsiasi campo. Una squadra che, ultima in classifica, aveva dato del filo da torcere alla Juve a Torino e che esattamente un anno dopo ha vinto, in quello stesso gelido stadio piemontese, una partita storica dopo 40 anni di digiuno.
Un Cagliari, un gruppo, che aveva tirato fuori le unghie contro il Napoli, nella stagione appena trascorsa, che quasi sapeva di miracolo.... un miracolo poi, trasformato
in realtà con una salvezza insperata. Inimmaginabile. Era pronosticabile ritenere che si potesse viaggiare sulla stessa frequenza quest'anno, era auspicabile: così è stato, nonostante il cambio al timone ed il cambio sulla linea di porta. "Cambi" quantomeno azzeccati, considerata la classifica odierna, lo slancio psicologico della squadra, la voglia di dimostrare al mondo intero che "ci siamo anche noi in quel maledetto campionato". E' con questo spirito che Domenica affronteremo la delicata sfida contro il Milan, delicata per loro, entusiasmante per noi. Giochiamocela a viso a perto, non abbiamo nulla da perdere, così come non ne avevamo a Torino oppure non ne avevamo contro l'Inter.
Dalla nostra un'ottima classifica, decisamente tranquilla, ed appena "3 punti" dalla fatidica quanto virtuale quota salvezza.
Se giochiamo come sappiamo, possiamo dare del filo da torcere ai rossoneri. Se giochiamo come un vero gruppo, non dobbiamo temere nessuno. Se giochiamo da Cagliari, saranno loro a doverci temere!
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