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Primo tempo memorabile, con un colpo di fortuna (comunque un bel gol) del Catania. Noi, abbiamo buttato al vento almeno 4 palle gol nitidissime, che ci avrebbero permesso di chiudere anzitempo la partita, alla luce anche dei fischi e della contestazione che i catanesi stavano subendo dal loro pubblico. Un primo tempo davvero ottimo del Cagliari, che rientra negli spogliatoi con un pareggio ingiusto acchiappato appena al 42' del primo tempo per un corner scaturito da una punizione completamente inventata. Nessuna recriminazione, infatti quel giocatore del Catania, lì, da solo, dentro l'area, libero di calciare in mezza rovesciata al volo, non doveva proprio esserci. Il secondo tempo invece, è stato disastroso sotto tutti i punti di vista: il vantaggio fortunato del Catania (autogol su calcio d'angolo di Canini) appena al 3' minuto della ripresa, ha devastato i rossoblù sotto il profilo mentale e fin da subito si è visto che i ragazzi non avevano più la concentrazione e la sicurezza di giocare il pallone diligentemente, come invece avevano fatto nel primo tempo. Scellerati i cambi di Ballardini, che ha inserito Larrivey in campo anzichè Matri, l'unico in grado in questo momento di buttarla dentro. Certo, se Larry l'avesse messa dentro sarebbe stata per Ballardini una situazione incredibile così pure per il giocatore: ma con i "se" e con i "ma" non si costruiscono le salvezze. Infatti, se io avessi le ruote sarei una macchina. Così pure Ballardini: se avesse usato il cervello, avrebbe messo dentro Matri. Alla luce del fatto poi che Acquafresca aveva ormai le gambe stanche. Invece no, intestardito con questa scelta assurda di mettere dentro un attaccante che sta ancora a quota zero per numero di gol. Il rischio c'è sempre quando si gioca a calcio, specie durante i cambi che vanno ponderati con calma. I rischi si accentuano poi quando si gioca per centrare una salvezza a detta di tutti "impossibile" o "miracolosa". quasi inarrivabile. Ma se rischio, significa buttare al vento gli sforzi delle partite precedenti, allora no. Non ci stiamo più. Questo rischio, non vogliamo prendercelo. Specie perchè qui, ci stiamo giocando la permanenza in Serie A.
In seguito poi ad alcune dichiarazioni di alcuni giocatori nel dopo partita, la nostra posizione è chiara: state zitti e lavorate. Non è il momento per lasciarsi andare a sfoghi controproducenti. Vogliamo vedere 11 leoni in campo, non 11 ciarlatani.
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